You are Loved
E quindi sì. Anche noi siamo di quelli che non festeggiano S. Valentino, l’anno scorso l’avevamo buttata sull’ironia, e ieri per tutto il giorno abbiamo ripetuto che a noi pfff S. Valentino non dice niente, non ci piace festeggiarlo è una festa commerciale e perché oggi e il resto dell’anno niente? E tutto il corollario. E tutto vero tra l’altro.
Però. Forse perché in questo periodo stiamo lavorando a un nuovo progetto che ha molto a che fare con cuori e innamorati (e che ci sta davvero molto a CUORE), ma quest’anno sotto sotto, ci era venuta voglia di fare qualcosa da “vero” S. Valentino. Ci abbiamo pensato, è arrivata l’idea e poi in corsa è arrivato il ripensamento. E abbiamo fatto a modo nostro, il nostro S. Valentino prêt-à-porter, anzi, un S. Valentino DIY.
Ecco la ricetta:
può essere S. Valentino anche a luglio (ma occhio che la cioccolata non tiene!).
Siamo amati tutti i giorni.
Un piccolo pensiero per voi, e un assaggio sull’atmosfera che si respira qui in questo periodo.
Ci vorrete bene anche in versione sdolcinata?
***
P.S. La musica è di Ale ♥
Fuori stagione
Confessione del martedì a.k.a. a volte ci casco.
Qualche giorno fa ci (mi) è venuta voglia di peperoni (tanta). E, contravvenendo a qualsiasi mia regola (cerco di non comprare frutta e verdura fuori stagione per tanti motivi, ma ne riparlerò presto), ne ho comprati due e li ho trasformati in una vellutata per questi giorni di vero inverno:
La ricetta è totalmente improvvisata perché non credevo esistesse “ufficialmente” la crema di peperoni, ma cercando in rete a posteriori ne ho trovate diverse. Evidentemente non sono l’unica a comprare i peperoni fuori stagione
Insomma ecco la mia ricetta, ma mi promettete che la proverete solo a partire da quest’estate? Diciamo in una fredda sera di luglio dopo un temporale estivo… sì?
Vi saluto, alleggerita dalla confessione
e vi auguro uno splendido martedì!
Quando nevica, guarda le nuvole.
Quando fa freddo come in questi giorni io mi rifugio nei libri. Non c’è soluzione più rapida e gratificante. Non ho il camino, che sarebbe il top, ma una tazza di tè e un divano creano comunque un habitat perfetto per la lettura. Allora per cominciare la settimana che promette ancora gelo, ecco tre meraviglie libresche per occhi e cuore:
La prima si intitola Dogs
Apprezzatissimo consiglio di un amico a conoscenza della mia passione per le vecchie fotografie di/con cani.
E mentre cerco la soluzione migliore per esporre la mia piccola collezione di foto a quattro zampe, sorrido sfogliando le pagine di questa stupenda raccolta. Avete mai provato a fare un ritratto di famiglia? Difficile vero? La prossima volta provate a includere anche il cane (o il gatto) di casa. Vi stupirete di quanto tutti appariranno più rilassati e spontanei in loro presenza. Funziona sempre, da più di un secolo.
Grazie a Brain Pickings invece ho scoperto The Cloud Collector’s Handbook
Un catalogo completo di tutte le formazioni nuvolose, le montagne di ovatta, pecore, elefanti e conigli che potreste avvistare in cielo. Gavin Pretor-Pinney, l’autore e amante delle nuvole, è anche il fondatore della Clouds Appreciation Society, un’organizzazione internazionale che lotta contro il “pensiero dominante del cielo azzurro”, e crede che le nuvole siano ingiustamente maltrattate e che:
They are for dreamers and their contemplation benefits the soul.
Indeed, all who consider the shapes they see in them will save
on psychoanalysis bills.
La mia tesi di laurea era proprio dedicata ai “cacciatori di nuvole”, magari mi iscrivo anch’io!
E infine volevo comunicarvi che in questo nevoso weekend ho trovato la mia prossima abat-jour. Misteriosa e intrigante al punto giusto per accompagnare delle letture serali:
Che ne dite?
Io la adoro! Potete trovare altri “titoli” su Typewriter Boneyard, io metto Secrets & Spies nella mia wishlist
***
Questi erano i miei tre “regali” per un lunedì pieno di bellezza e, se proprio volete essere sicuri di inquadrarlo per bene, il mio consiglio è quello di lanciare almeno due o tre palle di neve (possibilmente a qualcuno di conosciuto e non a sventurati passanti
)
Buon inizio di settimana!
Febbraio (di quest’anno)
Dopo aver creato confusione su Facebook linkando un vecchio post, oggi mi faccio perdonare con un regalino:
Il calendario di Febbraio per il vostro desktop, bianco e innevato come questi giorni.
Vi piace?
Come per quello di Gennaio basta cliccare sull’immagine (o qui) per scaricarla in dimensioni adatte al desktop.
E sperando che siate riusciti a godervi un po’ di divertimento sulla neve, senza troppi disagi, vi auguro uno splendido weekend.
Io inizio a mettere su una zuppa!
Sweet start
Ciao a tutti!
Prima di tutto grazie mille per i commenti all’ultimo post… si sono tutti trasformati in sorrisi
Stamattina ho inaugurato la settimana seguendo un consiglio delle Funky Mamas e, dopo aver scaricato l’App di Primrose Bakery, mi sono buttata sul dolce più cioccolatoso e ricco che si sia mai visto di lunedì: un sontuoso Nutella Cupcake.
Forse perfino un po’ “troppo”. Tipo il cioccolatino on top è un attimo pleonastico, ma ehi… è lunedì. We deserve it!
Buona settimana a tutti voi, noi qui speriamo di vedere un po’ di neve (anche per poter giustificare l’assunzione di calorie
)
Ogni piccolo momento
Ormai avrete capito che questo per noi è un momento un po’ “così”. Vorrei dirvi che passerà presto, ma in realtà non lo so… e non mi va di dire bugie.
Niente di grave però, solo il normale flusso di vita che in queste settimane sta inondando tutto il resto. Ma cerchiamo di non farci mancare l’essenziale: un caffé in compagnia, una serata di musica, qualche giorno con nuovi amici, e tutti i piccoli momenti di condivisione di cui non possiamo fare a meno. Non serve un evento speciale, non c’è quasi mai bisogno di un pretesto, stare insieme alle persone che amiamo è il rimedio a tutto, la Magica Medicina.
E proprio in queste settimane, in cui ogni piccolo momento è essenziale, ho ricevuto la mia copia della rivista Kinfolk.
Un progetto di cui mi sono innamorata a prima vista, dalla prima foto, dalle prime righe lette online qualche mese fa. E dal vivo è assolutamente tutto ciò che promette: un’antologia di bellezza, cura e passione.
Un racconto delicato, la spiegazione per immagini e parole di tante sensazioni che credevo senza nome.
E forse un nome non ce l’hanno ancora, ma raccontate così non ne hanno bisogno.
Una lettura per occhi e cuore.
Trovate i loro aggiornamenti quotidiani qui. Che abbiate bisogno di un momento per stare da soli, o di condividere qualcosa di bello con gli altri.
Io, stasera, avevo voglia di condividerlo con voi.
It’s Oh So Quiet
It’s all about timing…
Quest’anno più che mai sono in preda al furore da inizio anno e, perfetto come sono i buoni libri sanno essere perfetti, è arrivato tra le mie mani il romanzo che DOVEVO leggere in questo periodo: Il tempo è un bastardo di Jennifer Egan. Ne sentivo parlare da un po’ e dopo averlo divorato in poche ore so anche perché.
In un intreccio stretto, e talmente ben costruito da sembrare cronaca, il lettore fa un viaggio che inizia negli anni Ottanta e arriva nel futuro, dalla California a New York, dal ragazzino di provincia al discografico di Manhattan. Un romanzo spesso duro, senza complimenti, senza formalismi o attenuanti.
Un romanzo che, spesso, sembrava parlasse proprio di me. Mi ha terrorizzato e incantato. Scosso e incoraggiato.
Bello.
Un libro da leggere a gennaio, sbirciando dall’alto l’anno che ci aspetta.
E voi, con quale libro avete inaugurato le letture del 2012?
Una nuova collezione
Il fatto è che avrei voglia di almeno altre due settimane come quelle appena trascorse: fatte di famiglia, calore, riposo e piccole rivoluzioni. E allora ho trovato un nuovo hobby che mi aiuti.
Colleziono momenti felici. E li tengo da parte per tutti i lunedì (da calendario e umorali) che arriveranno.
Funzionerà, vero?
Nel cuore* della recessione
Ci sono storie che devono essere raccontate. Progetti talmente semplici da far sperare che conquistino il mondo. Persone così in sintonia con noi che verrebbe voglia di invitarli a mangiare a casa, presentarli in famiglia, farli conoscere agli amici.
Io, da un anno circa, sogno di avere qui con noi per un tè, una merenda o una cena, Mike, Dave e Fabian di Holstee. I tre ragazzi (Mike e Dave sono fratelli) nel 2009, in piena recessione, avevano appena lasciato i loro lavori senza un piano preciso su come organizzare il tutto “dopo”, ma erano pieni di energia pura, emozioni e idee. Sapevano di voler creare qualcosa in più di una semplice azienda, volevano inventare uno stile di vita nuovo. Ed è così che è nata Holstee, la loro impresa. Anzi la loro Impresa.
A partire dall’estate del 2009 i tre si sono buttati a capofitto nel mondo del design e della produzione. Dopo sei mesi, e tante cose nuove imparate, Holstee ha lanciato la sua prima linea di magliette (molto belle) fatta al 100% da bottiglie di plastica riciclate, tessute, tagliate e cucite nel raggio di 200km dalla loro base, e il 10% di tutte le vendite è stata poi prestata a imprenditori in difficoltà o con pochi mezzi, attraverso organizzazioni no-profit di micro-credito come Kiva.org, una tradizione che è diventata parte integrante delle “politiche aziendali” di Holstee.
Qualche mese più tardi, Mike aveva bisogno di un nuovo portafoglio e non trovando quello che cercava ha deciso di crearselo da se. In collaborazione con una ONG in India sono riusciti a creare un tessuto upcycled al 100% utilizzando le bottiglie di plastica raccolte in strada a Delhi, e dopo qualche prototipo avevano creato il loro portafoglio dei sogni: l’Holstee Wallet (che attualmente è il loro prodotto più venduto). Nel 2010 i ragazzi hanno anche aperto una nuova sezione nel sito “Curated x Holstee” che segue il principio “Curare con coscienza”, una sezione in cui il team di Holstee seleziona i prodotti di design sostenibile più belli e innovativi, li promuove e sostiene.
Un progetto semplice, geniale e bellissimo. E c’è una cosa che, fin dall’inizio, faceva presagire che Holstee era un progetto sovversivo: i tre non hanno pensato di stilare un business plan (ehi! Ma siamo negli USA!), ma hanno redatto il loro Manifesto. Per registrare, scrivere, ricordare le sensazioni di quei momenti. Il brivido che ti fa apparire tutto possibile.
Un manifesto che raccontasse cosa desiderassero dalla vita e come intendessero creare una compagnia per trasmettere al mondo ogni giorno quella passione. Un promemoria su cosa è davvero importante. Il risultato è lo splendido Holstee Manifesto:
Che trovate anche qui.
Buona serata a tutti. Vi faccio sapere se accettano il mio invito a cena
*La storia che vi ho raccontato è in parte una rielaborazione/traduzione della loro presentazione, e in un passo parlano di “heat of recession” che io la prima volta ho frettolosamente letto “heart of recession”. Un errore che però mi ha donato un’immagine preziosa, e mi aiuta a pensare che anche in questi tempi grigi ci sia un cuore, che continua a tenerci vivi.






















